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TUTTE LE FASI DELL’ACNE, IL TRATTAMENTO ED IL LAVORO SINERGICO CON IL DERMATOLOGO di Andrea Bentivoglio


TUTTE LE FASI DELL’ACNE, IL TRATTAMENTO ED IL LAVORO SINERGICO CON IL DERMATOLOGO

Che l’acne sia uno dei disturbi cutanei più deturpanti il volto, é risaputo, su 10 consulenze che faccio in un giorno, almeno 2 riguardano l’acne. Molto spesso di fronte a tale problematica cutanea, le estetiste non sanno bene come muoversi, o perché hanno paura di sbagliare, o perché lo considerano un problema di competenza dermatologica.
Tranquille, almeno quella non ce l’hanno tolta, possiamo trattarla attraverso un ventaglio di soluzioni piuttosto ampio ed eclettico.

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In maniera elementare, colpisce con maggiore incidenza in pubertà, ed é prima, un’infiammazione del follicolo pilo-sebaceo, al cui interno, il sebo prodotto dalle ghiandole sebacee che eccessivamente lavorano, si “incista”, determinando un’infezione poi dell’area, dando vita al cosiddetto “comedone”. In realtà sarebbe più corretto parlare di vere e proprie papule o pustule, cariche di pus, arrossate, infiammate e dolenti al tatto.
In tutta questa malsana situazione, prolifera un batterio, che é il responsabile di tutte le conseguenze appena elencate, chiamato “Propionibacterium Acnes”.

Considerate che di qualunque tipo di acne si parli, c’è alla base un anomalo funzionamento delle ghiandole sebacee, determinato da scompensi di natura ormonale, che andrebbero valutati attraverso una visita dal ginecologo che ne chiarisca le cause e che formuli un regime farmacologico, che ne riequilibri i valori.
Quindi primo passo importantissimo:

RACCOMANDARE UNA VISITA GINECOLOGICA


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Fatto cio, chiaramente si procede ad un’anamnesi per comprendere quale tipologia di acne la cliente abbia contratto ed a quale stadio é collocata.
NB: la mancata visita ginecologica non preclude questa fase, che può svolgersi tranquillamente alla prima consulenza. Saprete tutti che l’acne non é solo acne, é anche tanto altro, o meglio, tanti altri tipi di acne. Si possono distinguere diverse tipologie, in base alla prevalenza delle lesioni, riscontrabili sulla superficie cutanea di ciascun cliente, vediamoli:

  1. Comedonica lieve e grave: si tratta di una condizione con presenza di punti neri sulla fronte e sul naso, nel caso meno grave, ed in quello più avanzato (grave) le formazioni cutanee si fanno ben più numerose, colpendo gran parte del volto ed arrivando ad occupare anche la schiena. Secondo la mia scuola di pensiero, del tutto opinabile, non la classifico come vera e propria acne, piuttosto come una condizione di pelle particolarmente impura, con incidenza chiaramente ormonale.
  2. Papulo – Comedonica: Appaiono i primi comedoni ed in più rigonfiamenti dolenti ed arrossati.
  3. Papulo – Pustolosa: Si presentano papule ed anche pustole. È caratterizzata da infiammazione diffusa a tutte le zone del volto e le papule hanno ceduto il posto alle pustole.
  4. Cistica: caratterizzata da cisti, ovvero noduli carichi di sebo e induriti dalla presenza di cheratina, in questa fase le cisti sono molto più numerose delle pustule.
  5. Conglobata: i comedoni si aggregano e creano delle lesioni profonde che lasceranno delle cicatrici.

Diamo il via quindi, ad un discorso che sarà davvero molto lungo, ma che cercherò di semplificarvi per agevolarvene la comprensione.
Chiaramente ci sono degli accorgimenti da attuare a partire dalla:

DETERSIONE: fondamentale questa fase, il ruolo della detersione é quello di riportare la cute alla sua normale condizione, attraverso la rimozione di residui di sebo, cheratina, trucco, sporcizia di vario genere e cellule morte. Infatti l’acne può presentarsi attraverso una pelle ipergrassa (seborroica), o estremamente secca, causa l’abbattimento del film-idrolipidico, per effetto dei farmaci o di detersioni troppo aggressive. Quanto mai in condizione di pelle acneica, il prodotto detergente deve rispettare tutte le condizioni fisiologiche della pelle, a base di principi attivi purificanti. Da evitare il sapone.

PROTOCOLLO COSMETICO PROFESSIONALE: questa fase si svolge in istituto, quando si sottopone la cliente ad un trattamento che si avvale di componenti cosmetiche. Che ventaglio di soluzioni può utilizzare l’estetista? Sicuramente dovrà preoccuparsi di evitare qualunque tipo di paraffina, sostanza occludente, e comedogena. Potrà utilizzare prodotti batterio statistici, sebonormalizzanti, esfolianti ed evitare la pulizia del viso con sperimitura, soprattutto se la condizione di infiammazione non si é superata. In questo discorso si colloca l’argilla, ottimale ad inizio protocollo, grazie alle sue proprietà anche sfiammanti.

PROTOCOLLO DI ESTETICA AVANZATA: abbiamo parlato del regime domiciliare, della detersione, del protocollo cosmetico in istituto, al quale si affianca, in sinergia, quello di estetica avanzata. Cosa intendo con questa nomenclatura? Apparecchiature e formulazioni, in questo caso, acide. (peeling)
Tutti gli acidi della frutta sono eccezionali, ma devono essere valutati ed utilizzati a seconda della gravità di ogni singolo caso.
Acido glicolico, mandelico, salicilico, lattico o tartarico.
Va citato anche l’acido azelaico, potente batteriostatico, antinfiammatorio e comedogeno, grazie alla sua proprietà lipofila.
Anche il retinolo si pone come ottimo avamposto contro l’acne, le cui proprietà le ho ampiamente esposte in un precedente post.
Laddove sia stato sventato lo stato di infiammazione, per le cicatrici é ottimo il needling.
Anche la luce pulsata si sposa perfettamente nel trattamento dell’acne passiva.

REGIME DOMICILIARE: sullo stesso principio del protocollo cosmetico professionale, si basa anche quello a casa, dove verranno utilizzati dei prodotti acidi, esfolianti e sebonormalizzanti. Pensare di utilizzare una crema a base di acido mandelico, che vanta proprietà meno aggressive rispetto agli altri acidi della frutta, garantisce una sicurezza di utilizzo nella mani di una cliente non esperta, ma comunque ausiliaria. Bannati prodotti occludenti, al cui interno non dovranno essere presenti parabeni, siliconi, paraffina e petrolati.

Oltre a tutto ciò, é possibile lavorare in sinergia con il dermatologo, e nello specifico affiancando il protocollo farmacologico che quest’ultimo avrà prescritto alla paziente.
Verranno prescritti antimicrobici, a base di attivi funzionali contro l’acne, come l’acido azelaico. I dermatologi tendenzialmente propongono l’utilizzo di antimicrobici prima di passare agli antibiotici, in quanto meno aggressivi ed indicati per casi di acne meno avanzata.
Altrimenti, vengono utilizzati retinoidi e antibiotici topici o sistemici, nei casi più gravi.

Vanno anche citate le cure ormonali.

Si può ottenere il massimo del risultato, ovviamente, laddove il trattamento farmacologico e quello estetico in istituto collaborino in sinergia.

Preciso che tutto quello che ho detto, é frutto della mia diretta esperienza sul campo, se ho parlato di farmaci é perché mi attengo ai piani di lavoro che attuano i dermatologi con cui ho lavorato e perché penso che l’informazione sana e giusta, non sia mai cosa errata.


Scritto da Andrea Bentivoglio – Beauty Expert – Categoria insegnanti di Estetica


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