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AD OCCHI CHIUSI di Marzia Pistacchio


Ho sempre pensato che il lavoro del make up artist andasse ben oltre la mera esecuzione tecnica, ma ultimamente il trucco, culturalmente, viene relegato ad una visione molto superficiale ed esclusivamente  estetica .

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Antropologicamente, in realtà, il trucco ha subito innumerevoli evoluzioni e rivoluzioni, ma è sempre stato un ambito fortemente collegato alla cultura, alla religione, e sì, certamente, anche all’ambito estetico.

Seguendo questo concetto il mio approccio al make up ha l’ambizione di recuperarne la funzione per me primaria :quella di provocare benessere.

Ho conosciuto Luisella, una donna bellissima, perché è una ballerina e io la truccavo per i suoi spettacoli. Non mi ero assolutamente resa conto che fosse ipovedente.

Luisella mi ha chiesto di insegnarle a truccarsi da sola e da qui è nata l’esigenza della ricerca di una didattica nuova.  Ovviamente le prime prove sono state effettuate su di me, al buio e senza specchio e i primi risultati sono stati disastrosi.

Ho dovuto affidarmi allo strumento concettualmente più semplice ma che, per noi professionisti, è diventato inconsueto: le mani. Ho cercato consistenze facilmente riconoscibili al tatto ma soprattutto ho imparato a toccare il mio viso e a riconoscerne i tratti, la conformazione ossea, la texture della pelle.

Da questa sperimentazione è nato un metodo di insegnamento che ho proposto a  cinque deliziose volontarie , le quali avevano diversi gradi di ipovedenza .

Ho proposto loro un fondotinta cremoso e già cipriato. Molto importante in questo caso è anche il sistema di erogazione del prodotto. E’ importante infatti che l’erogatore produca un suono o un rumore che ne possa far intuire la quantità fuoriuscita.  Tutti i prodotti devono essere monodose, le confezioni facilmente apribili e contrassegnate con una etichetta in rilevo che ne indichi il colore.

Per tutti i prodotti ho utilizzato Kryolan , la quale offre duttilità e scrivenza eccellenti.

Per far percepire il colore ai non vedenti di nascita è necessario affidarsi alla temperatura degli stessi, associare sensazioni tattili e sonore, di calore o di freddo .

Il laboratorio ha avuto risultati strabilianti. Per paradosso le partecipanti con grado di ipovedenza più elevato hanno fatto un lavoro migliore di colore cha ancora si affidano in minima parte alla vista.

Lo scambio umano è stato delizioso e il clima creatosi davvero piacevole e familiare.

In generale è stata una esperienza istruttiva, umanamente e professionalmente arricchente , che mi dimostra ancora di più quanto il nostro lavoro possa davvero essere al servizio delle persone e del loro stare bene.

Scritto da Marzia Pistacchio – Beauty Expert – Categoria Insegnanti Make Up

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