ARTICOLI RECENTI ARTICOLI&CONSIGLI BEAUTY EXPERTS

COME RICONOSCERE CONSAPEVOLMENTE UN OLIO ESSENZIALE?


 

DEFINIZIONE DI OLIO ESSENZIALE

Gli oli essenziali sono miscugli oleosi di sostanze di organiche differenti, che possono essere ottenuti per distillazione o per spremitura da un’unica tipologia di vegetale, del quale conservano caratteristiche quali sapore e odore. Sono molto abbondanti in certe famiglie di vegetali e la quantità contenuta in una pianta dipende dalla specie, dal clima e dal tipo di terreno.

Talvolta diverse parti della stessa pianta possono produrre oli essenziali diversi a causa della presenza di sostanze chimiche differenti o di concentrazioni diverse delle stesse sostanze. Una volta estratti si presentano come sostanze oleose, liquide, volatili e con odore aromatico.

oli-essenziali-foto

Solitamente portano il nome della pianta dalla quale provengono. Nella maggior parte dei casi si tratta di miscugli liquidi a temperatura ambiente, anche se non mancano i casi in cui il costituente principale è solido, come ad esempio l’olio essenziale di menta o di timo.

La loro densità è spesso minore di quella dell’acqua, sulla quale galleggiano. Sono solubili in solventi organici e insolubili o pochissimo solubili in acqua, ma grazie alla loro lieve idrofila possono trasmetterle il proprio odore; risultano facilmente trascinabili dal vapor acqueo nonostante il loro alto punto di ebollizione (150-300 °C). Gli oli essenziali si trovano in cellule indifferenziate più grosse oppure in tessuti secretori, sono in genere incolori o di colore giallo pallido o giallo arancio. Se contengono composti azulenici possono essere di colore blu o verde-blu.

Tratto da Wikipedia, leggi tutto

essential-oil-images

COSA DEVE CONTENERE INCI ED ETICHETTATURA?

  • La dicitura “olio essenziale di” seguito dal nome comune e dal nome in latino della specie botanica estratta (genere e specie, per esempio: lavanula angustifolia, Romarinus officinalis..). Questo consentirà di identificare la specie in maniera univoca.
  • La parte del vegetale utilizzata: da sezioni differenti della stessa pianta (fiori, foglie, corteccia, radici) si ottengono oli essenziali completamente diversi sia dal punto di vista biochimico che per l’utilizzo che ne consegue. Per esempio per distillazione dei fiori del Citrus aurantium var. amara si ottiene l’olio di neroli; per distillazione delle sue foglie e dei suoi rametti si ottiene il petitgrain; per spremitura della scorza del frutto, l’olio di arancio amaro.
  • La varietà del vegetale o meglio “il chemiotipo”.
  • Il metodo di estrazione adottato (estratto per distillazione in corrente di vapore acqueo, estratto per spremitura, estrazione mediante solventi organi, od estrazione in CO2 supercritica)
  • Il lotto di produzione
  • Il volume in ml
  • Il paese d’origine del vegetale
  • Il metodo agronomico utilizzato per la coltivazione (da agricoltura biologica, convenzionale o da crescita spontanea) ed eventuali certificazioni riconosciute a livello internazionale (AIAB, ICea, Ecocert..)
  • La data preferibile entro il quale dovrà essere utilizzato.
  • Il simbolo di rischio “Xi”, atto ad indicare che il prodotto in questione, può essere irritante per la pelle e le mucose corporee se non utilizzato correttamente.

Tratto da: Benessere Corpo e mente, leggi tutto l’articolo


 

Scritto da: Luigi Romiti,romiti-luigi-1

Guarda il profilo del Beauty Expert

www.ilgiardinoaromatico.blogspot.it

 

 


 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...